Marzo 29, 2021

Quali sono le differenze tra PNL e ipnosi? Nessuna!

Quali sono le differenze tra PNL e ipnosi? Forse te lo sarai già chiesto.

Voglio iniziare con il botto: la PNL è ipnosi e l'ipnosi non è PNL.

In questo articolo scoprirai perché.

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Bene, torniamo a noi e alla PNL e scopriamo cos'è questa programmazione neuro linguistica.

La definizione di PNL e di ipnosi

Iniziamo dalle definizioni e da alcuni approfondimenti necessari per porre le basi di questo articolo.

La PNL è l'arte di utilizzare la mente per eliminare i blocchi interni, raggiungere gli obiettivi e vivere la vita dei propri sogni.

Simone Micheletti

Ora che hai capito cos'è la PNL per me, possiamo fare un passo avanti..

La PNL è nata negli anni '70 ed è stata modellata da terapie di successo già esistenti.

Modellare significa nel gergo della PNL, estrapolare le strategie di ciò che funziona estremamente bene, rendere queste strategie più veloci e trasformarle in modelli facilmente replicabili.

Uno dei terapeuti modellati dal gruppo di lavoro che ha creato la PNL, è stato proprio Milton H. Erickson, l'ipnoterapeuta più straordinario della storia.

Molte delle tecniche di PNL nascono quindi dall'ipnosi e, più precisamente, da Milton H. Erickson. Tra queste tecniche abbiamo per esempio:

  • il Milton model;
  • il six step reframing;
  • l'integrazione delle parti;
  • l'ancoraggio;
  • e così via.

A ragione di questi motivi, potremmo considerare la PNL come la figlia dell'ipnosi.

Questo aspetto dovrebbe chiarire una volta per tutte che la PNL è nata dopo l'ipnosi e che alcune delle sue tecniche derivano proprio dall'ipnosi stessa.

È sicuramente importante sottolineare il fatto che alcuni degli strumenti della PNL, non hanno nulla a che vedere con l'ipnosi.

Uno fra tutti il meta modello, che è esattamente l'opposto, ma questo non è il focus di questo articolo.

Ora scopriamo cos'è l'ipnosi, o per lo meno, una delle sue caratteristiche più importanti.

L’ipnosi è l’arte e la scienza di utilizzare la comunicazione e il linguaggio per guidare una persona ad accedere alle proprie risorse interne e a trasformare la sua realtà.

Simone Micheletti

Una delle più importanti caratteristiche che contraddistingue l'ipnosi da molti altri strumenti di cambiamento e crescita personale è che:

L'ipnosi è la focalizzazione della propria attenzione su una singola idea.

James Braid

James Braid, considerato come il padre dell'ipnosi moderna, credeva inizialmente che l'ipnosi fosse lo stato in cui il sistema nervoso dormisse.

A ragione di questo motivo, coniò il termine ipnosi, che significa dormire.

Solo successivamente si accorse che questa sua idea era strampalata e cercò, invano, di cambiare il termine in monoideismo, ossia la focalizzazione del proprio pensiero su un unica idea.

Questa caratteristica ci permette di capire che la PNL è ipnosi.

Per capire questa mia esortazione, lascia che ti presenti quali sono le uguaglianze e le differenze tra ipnosi e PNL.


Uguaglianze e differenze tra PNL e ipnosi

Stai per scoprire qualche cosa che potrebbe cambiare sostanzialmente il tuo modo di interpretare la realtà, ossia in questo caso, quello che tu credi relativamente alla PNL e all’ipnosi.

Prima di svelarti quello che la maggior parte di ipnotisti e PNLlisti non conosce, voglio ricordarti che in questo articolo sto parlando della parte di PNL che è stata modellata in particolare dalle strategie di Milton H. Erickson.

Per sostenere la mia tesi in merito alla domanda la PNL è ipnosi, lascia che ti spieghi cosa rende simili la PNL e l’ipnosi.

Uguaglianze tra PNL e ipnosi

Trovo più semplice iniziare a mostrarti le uguaglianze tra PNL e ipnosi.

Cambiamento a livello inconscio

Entrambi gli strumenti hanno un obiettivo comune: guidare il cliente dallo stato attuale (il problema) allo stato desiderato (la soluzione).

Sia la PNL, sia l’ipnosi hanno quindi l’obiettivo di rimuovere il cliente dallo stato di trance negativa, ossia dal problema, e di guidarlo in uno stato di trance positiva, ossia la soluzione desiderata dal cliente.

Entrambi gli strumenti inoltre, seppure l’ipnosi in maniera più marcata ed evidente, svolgono questo cambiamento lavorando con l’inconscio del cliente.

Non poteva che essere altrimenti.

Infatti l’unico modo in cui una persona può risolvere un problema che non riesce a risolvere con la sua mente critica, è quello di lavorare con l’inconscio.

L’inconscio infatti è la parte della mente responsabile, fra le altre cose, di:

  • archiviare i ricordi, gli insegnamenti e le convinzioni;
  • di generare le emozioni;
  • di scatenare i comportamenti e le abitudini.

Qualsiasi problema che un cliente presenta ad un ipnotista o ad un PNLlista, è un problema relativo ad uno o più di questi tre elementi appena menzionati.

In particolare il problema è riferito a convinzioni, emozioni e comportamenti / abitudini.  

Sia la PNL sia l’ipnosi hanno quindi l’obiettivo di ottenere un cambiamento a livello inconscio del cliente.

Focalizzazione dell’attenzione e immaginazione

A livello di uguaglianze troviamo anche la focalizzazione dell’attenzione e l’immaginazione.

L’ipnosi è definita come la focalizzazione dell’attenzione su unico o pochi elementi della propria realtà.

La stessa definizione di ipnosi è quindi dimostrazione che si tratta di focalizzazione dell’attenzione.

E la PNL cosa fa?

Semplice, dirige l’attenzione su uno o pochi elementi dell’attenzione del cliente.

Questa focalizzazione dell’attenzione causa la trance.

Questo aspetto lo approfondisco più avanti, nel sotto capitolo specifico.

Inoltre entrambi gli strumenti fanno utilizzo dell’immaginazione.

Per immaginazione mi riferisco in particolare all’utilizzo degli occhi della mente per effettuare delle visualizzazioni.

L’obiettivo di queste visualizzazioni è quello di ristrutturare il problema e installare una soluzione al problema nell’inconscio.

Esempi di queste visualizzazioni potrebbero includere la regressione ipnotica oppure la cura veloce delle fobie.

Sia la PNL sia la trance utilizzando quindi la focalizzazione dell’attenzione e l’immaginazione per guidare il cliente al cambiamento.

Linguaggio ipnotico

L’ipnosi non può che fare a meno di utilizzare un linguaggio ipnotico, ossia il linguaggio che scavalca o sovraccarica la facoltà critica e parla direttamente con l’inconscio.

Questo linguaggio fa uso, fra le altre cose, del Milton model.

Lo stesso Milton model che viene insegnato all’interno di un corso PNL Practitioner.

Ma quali sono le ragioni che le quali questo modello di comunicazione è insegnato in PNL.

Semplice, perché deve essere utilizzato durante l’esecuzione delle tecniche di PNL per favorire ulteriormente il cambiamento.

Una delle ragioni per le quali la PNL a volte non funziona, è proprio perché il coach PNL non sta utilizzando all’interno della tecnica il Milton model.

Se osservi i più grandi operatori di PNL utilizzare le tecniche di programmazione neuro linguistica, uno fra tutti Richard Bandler, potrai notare che fanno un uso marcato e splendido del Milton model durante l’esecuzione della tecnica.

Sia l’ipnosi, sia la PNL applicata ad arte, fanno utilizzo del linguaggio ipnotico.

Ipnosi e trance

L’ipnosi, data la sua natura, crea uno stato di trance nel cliente.

L’obiettivo dell’ipnotista è infatti quello di guidare il cliente in uno stato di trance per poter così parlare con l’inconscio.

E in PNL?

Beh ti ho già lasciato un piccolo seme prima, quando ti ho parlato di focalizzazione dell’attenzione.

Devi sapere che tutto quello che presuppone la trance, causa la trance.

Prendiamo per esempio la stessa definizione di ipnosi.

L’ipnosi è la focalizzazione dell’attenzione su uno o pochi elementi della propria esperienza.

Un cliente in uno stato di ipnosi denota quindi focalizzazione dell’attenzione.

Dato che ciò che presuppone la trance, causa la trance, io posso guidare una persona a focalizzare la sua attenzione su un unico elemento della propria esperienza.

Questa focalizzazione dell’attenzione scatenerà la trance.

Proprio come succede nelle tecniche di PNL che sfruttano la visualizzazione.

Il livello di trance che si manifesta in questa situazione, non sarà di una profondità importante, allo stesso tempo sempre di trance si tratta.

Questa trance che si manifesta dalla focalizzazione dell’attenzione è rafforzata dall’utilizzo del linguaggio ipnotico del Milton model.

Questo tipo di linguaggio ha molteplici funzioni, prima fra tutti scatenare la trance.

Il Milton model scatena la trance in quanto fa in modo che la facoltà critica, la parte della mente che accetta o rifiuta le informazioni, è impegnata ad assegnare un significato a questo linguaggio astratto.

Mentre questo succede, la facoltà critica si sovraccarica e la trance si manifesta.

Sia l’ipnosi, sia la PNL, scatenano quindi la trance.

Il tipo di trance, e in particolare faccio riferimento alla profondità della trance, che si scatena è diverso e lo approfondisco più avanti.

Un’altra differenza di questo aspetto relativo alla trance è che per l’ipnotista lo scatenare la trance è un obiettivo ben specifico.

Per un coach PNL invece, in particolare per chi non ha ben compreso la programmazione neuro linguistica, la trance che si manifesta è una conseguenza, un effetto secondario.

Questo effetto secondario è positivo poiché facilita il cambiamento del cliente.


Differenze tra PNL e ipnosi

Ti ho spiegato che tra PNL e ipnosi ci sono davvero molte uguaglianze.

Ma ci sono anche tante differenze.

Astrazione e specificità

Ti ho spiegato che questo mio articolo, si focalizza in particolare sulle tecniche di PNL che sono state modellate dalle strategie del genio di Milton H. Erickson.

Questo perché alcune tecniche della PNL sono l’anti ipnosi.

Cosa intendo con questo? Lascia che te lo spieghi.

Molti di noi ipnotisti crediamo che ogni problema sia uno stato di trance negativa in cui il cliente accede in maniera automatica.

Questo stato di trance manifesta il problema in tutte le sue forme: emozioni percepite, comportamenti messi in atto e pensieri.

L’ipnotista, utilizzando l’ipnosi e il linguaggio astratto, guida il cliente a ristrutturare questa trance negativa e a creare uno stato di trance positiva: la soluzione al problema.

Il coach PNL invece, prima di guidare il cliente ad uno stato di trance positiva, utilizza il linguaggio della specificità, uno fra tutti il meta model, per aiutare il cliente ad uscire dalla trance negativa nella quale è imprigionato.

Il meta model è semplicemente l’opposto del Milton model.

È quindi un modello di comunicazione che ha l’obiettivo di utilizzare un linguaggio specifico, invece che astratto, che guida il cliente fuori dalla trance (negativa), invece che in trance.

A volte, il semplice utilizzo di questo tipo di linguaggio, causa che il problema viene eliminato.

Alcune tecniche di PNL quindi, si discostano in maniera significativa dalla trance, a causa dell’utilizzo di un linguaggio specifico che guida il cliente fuori dalla trance.

Induzione ipnotica e risveglio

L’induzione ipnotica è anche una delle differenze sostanziali tra PNL e ipnosi.

Nell’ipnosi manifesta, quella nella quale il cliente sa che è guidato in uno stato di trance, in quanto l’ipnotista utilizza un linguaggio strano, un tono di voce e un ritmo lento, l’induzione ipnotica è uno degli elementi fondamentali.

È un rito importante che fa capire al cliente che qualche cosa di particolare, la trance, sta per accadere.

L’induzione può assumere le forme più diverse: lunga e rilassante oppure breve o addirittura istantanea.

Nella PNL invece, l’induzione ipnotica non è presente, è completamente tralasciata.

Questo per un motivo sostanziale, il tipo di ipnosi di cui ti parlerò tra più avanti.

Anche il risveglio, così come l’induzione ipnotica, è una delle differenze sostanziali tra la PNL e l’ipnosi.

In ipnosi infatti, l’ipnotista si occupa di “contare il cliente fuori dalla trance”.

Questo permette al cliente di riorientarsi e di ritornare nel qui ed ora.

Inoltre questo conteggio permette anche all’ipnotista di terminare eventuali fenomeni ipnotici in corso, come per esempio la catalessi e l’immobilità del corpo.

Infine durante il conteggio l’ipnotista può anche eliminare eventuali suggestioni ipnotiche utilizzate durante la sessione, ma che non hanno beneficio nel qui ed ora.

Per esempio l’impossibilità di muoversi, di alzare un braccio oppure di non ricordare il numero 3.

Questi sono fenomeni ipnotici che alcuni ipnotisti, che non si limitano al rilassamento e al raccontare script al suo cliente, utilizzando durante la sessione.

Nella PNL, sebbene il cliente è in uno stato di trance, questo risveglio non è previsto in quanto la trance manifestata è molto leggera.

Ti spiegherò meglio questo aspetto dalla profondità più avanti.

Tipo di ipnosi: manifesta o nascosta

Il tipo di ipnosi è anche una differenza sostanziale tra la PNL e l’ipnosi.

Lascia che ti spieghi.

L’ipnosi si può distinguere in ipnosi manifesta e ipnosi nascosta.

L’ipnosi manifesta è quel tipo di ipnosi nella quale il cliente sa che la trance sta per accadere.

L’ipnotista utilizza strumenti molto evidenti per creare la trance, tra cui:

  • la chiusura degli occhi del cliente;
  • una voce diversa;
  • un ritmo della comunicazione più lento e a spesso ondulatorio;
  • l’induzione ipnotica;
  • la richiesta di rilassarsi sempre di più;
  • la richiesta esplicita di andare in trance o l’affermare che il cliente si trova in trance.

Questo tipo di ipnosi, raggiunge una profondità molto elevata.

Inoltre fa utilizzo evidente dei vari fenomeni ipnotici, per esempio:

  • la catalessi e quindi il braccio del cliente potrà magari rimanere sospeso in aria sotto il totale controllo dell’inconscio;
  • i movimenti involontari, per esempio il braccio del cliente inizia a sollevarsi sotto il totale controllo dell’inconscio e va in direzione del viso del cliente;
  • e così via.

Tutti questi elementi rendono la trance molto evidente.

L’ipnosi nascosta invece è quel tipo di trance nella quale il cliente non si accorge che è stato ipnotizzato.

L’ipnotista utilizza la sua comunicazione per guidare il cliente ad accedere alle proprie risorse interne e a trasformare la tua realtà.

In questo tipo di ipnosi non c’è nessuna evidenza di induzione ipnotica, tantomeno di rilassamento apparente né di fenomeni ipnotici.

Il cliente non penserà nemmeno di essere stato ipnotizzato, seppure avrà manifestato numerosi segnali che la trance si è sviluppata.

Tra questi segnali possiamo per esempio avere l’immobilità del corpo, lo sguardo fisso, la respirazione più lenta e profonda e così via.

L’unica cosa che il cliente magari crederà, è quella di avere avuto un’interessate conversazione.

Livello di profondità della trance

Il livello di profondità della trance è un altro elemento fondamentale.

Tengo a precisare che molti ipnotisti, si sono allontanati da questo concetto.

Io ho deciso di mantenere la metafora della profondità della trance perché è utile per spiegare i concetti e perché è allineata con le credenze dei miei clienti.

Allo stesso tempo ho capito che è possibile ipnotizzare le persone senza che la trance si manifesti.

È quindi possibile guidare una persona con occhi aperti, in piedi e che parla con me, quindi tutt’altro che rilassata, ad avere una mano attaccata ad un tavolo che non si stacca più oppure, addirittura, a dimenticare il suo nome.

Ma questi sono aspetti avanzati di cui parlerò più avanti.

La trance che si ottiene con l’ipnosi è diversa da quella della PNL.

Una delle differenze è proprio relativa alla profondità della trance.

In ipnosi, l’ipnotista ha l’obiettivo di guidare il cliente profondamente in trance.

Personalmente consiglio di guidare il cliente nello stato di sonnambulismo, lo stato nel quale tutti o la maggior parte dei fenomeni ipnotici sono possibili.

È vero, ti ho detto prima che questi fenomeni sono raggiungibili anche senza la trance, ma perché correre il rischio?

A questo livello di profondità della trance, generalmente, tutti i cambiamenti che competono un ipnotista che lavora con clienti in cerca di un cambiamento e di crescita personale, sono possibili.

Il livello di profondità della trance ottenuta con la PNL, è generalmente un livello di bassa, e in alcuni casi, media profondità.

I casi di media profondità sono riferiti a due tecniche specifiche di PNL di cui ti parlerò tra poco.

Utilizzo dei fenomeni ipnotici

I fenomeni ipnotici, sono dei fenomeni naturali, ossia che accadono naturalmente, che vengono utilizzati in ipnosi per guidare il cliente in trance e ottenere il cambiamento.

Sebbene l’utilizzo di questi fenomeni sono una delle differenze tra PNL e ipnosi, non tutti gli ipnotisti li utilizzano in quanto mettono di fronte l’ipnotista al fallimento.

Alcuni ipnotisti si sentono impauriti dall’utilizzo di questi fenomeni proprio perché non sempre l’ipnotista riesce a farli manifestare.

Questo spaventa l’ego di alcuni ipnotisti e quindi preferiscono evitarli.

Tra questi fenomeni ipnotici abbiamo per esempio:

  • la catalessi;
  • i movimenti involontari;
  • l’amnesia;
  • la regressione;
  • la distorsione del tempo;
  • e così via.

Questi fenomeni ipnotici non sono presenti in PNL, salvo qualche eccezione.

In particolare due tecniche utilizzano i fenomeni ipnotici.

La prima di queste tecniche è l’integrazione delle parti la quale sfrutta la catalessi e i movimenti involontari.

La seconda è il six step reframe con segnali inconscio la quale utilizza i fenomeni ideo-sensoriali.

Queste sono le poche eccezioni dove in PNL si utilizzano questi fenomeni ipnotici.

Generalmente nei corsi e nei libri PNL si fa poco o addirittura nessun riferimento a questi aspetti quando le due tecniche sono spiegate.

Conoscere questi segreti, ti permetterà di implementare le tecniche di PNL con maggiore successo.

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Ciao

Simone

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Simone, è un ipnotista, coach e formatore PNL e d’ipnosi. Ha trasformato la sua passione per la TranceFormAzione rapida, l’ipnosi e la programmazione neuro linguistica (PNL) nel suo lavoro.

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